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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Le variazioni climatiche non sono solo il frutto del nostro tempo ma di un ciclo che forse non abbiamo ancora ben capito di Andrea Mucedola

 

 
livello elementare
.
ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: NA
AREA: NA
parole chiave: variazioni climatiche

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La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi. (Bertrand Russel)

 
C’è un pontificare continuo da parte di pseudo scienziati e fini dicitori in merito al futuro del nostro mondo: di come dovrebbe essere, come noi dovremmo essere e su come trovare una via per andarcene da questo pianeta. La grande confusione nasce dal fatto che molti non hanno più dubbi e vivono in un dilagante fondamentalismo.
E’ curioso perché i progressi della nostra civiltà umana si sono basati sempre sulle idee di pochi che hanno portato ai veri cambiamenti ed al progresso. Il grosso pericolo per il futuro è quello di osservare senza prendere mai una posizione, dando la possibilità a taluni di poter fare quello che vogliono a discapito degli altri. Si chiama ignavia, ovvero il peccato di coloro che durante la loro vita non hanno mai agito né nel bene né nel male, senza mai osare di portare avanti un’idea, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte, anche perché, tutto sommato, in questo mondo non si sta poi così male ed il mondo va avanti lo stesso. E’ un comportamento suicida che ha sempre portato l’Umanità a situazioni di forti instabilità che, con un minimo di attenzione , avremmo potuto evitare.

Parliamo oggi delle variazioni climatiche
Non vi preoccupate non scenderò in campo da una o dall’altra parte. Negazionisti ed ambientalisti estremi sono ambedue ugualmente pericolosi perché spesso perdono la razionalità di analisi (non esiste una sola verità ma un insieme di verità che devono essere considerate per il bene comune) trascinandosi dietro folle di ignavi. A volte penso che la maggior parte della gente si comporti come un naufrago che vedendo la nave che affonda si domanda se aveva disdetto la cena. Si parla di cause ma troppo poco di come affrontare gli effetti. Sembra una banalità ma è un concetto basilare senza il quale ogni discorso perde validità scientifica. E’ il caso dei cambiamenti climatici resi ancor più violenti dal comportamento dell’Uomo. che, invece di mitigarne gli effetti continua a ricercarne o confutarne le cause in uno sforzo inutile. La Terra intanto ricalca il suo ciclo non scritto, sicura che fra cento anni ci sarà sempre.

Un viaggio di miliardi di anni
Scorrendo lungo la linea del tempo, da 4,6 miliardi di anni fa ad oggi, il nostro pianeta è passato in maniera naturale attraverso ere geologiche molto fredde o straordinariamente calde. Le bolle d’aria imprigionate nei ghiacci delle aree polari ci raccontano di periodi in cui essi non erano ricoperti da spesse coltri nevose ed animali tipici di ecosistemi “caldi” vi vivevano circondati da una vegetazione lussureggiante.

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spiaggia fossile in cui si osservano ancora le antiche ripple di sabbia causate dal moto ondoso, Utah – photo credit andrea mucedola

Avvicinandoci alla nostra era, diciotto milioni di anni fa, una coltre di ghiaccio spessa due miglia era ancora presente al largo della Scozia ed il livello del mare era mediamente centro metri più basso di quello di oggi. Ampie spiagge  si affacciavano a profondi canyon marini che proseguivano verso gli abissi di questi mari primordiali. Questo paradiso idilliaco in realtà non era adatto alla vita umana in quanto l’atmosfera non era respirabile e tutto l’ecosistema naturale attuale era ancora in via di sviluppo. Le analisi geologiche ci mostrano come questi mutamenti dei livelli dei mari si ripeterono nei secoli, talvolta anche, geologicamente parlando, per brevi periodi, lasciando tracce fossili lungo le coste e nelle aree circo-litorali. Troviamo deserti, anche molto lontani dalle linee attuali di costa, con segni inequivocabili di antichi mari.  La foto in alto mostra le onde di sabbia, ripple, di un antica spiaggia nell’odierno stato dello Utah, restate come testimonianze del moto ondoso di quella lontana era. Avvicinandoci alla superficie del sedimento è possibile vedere le tracce degli animali che vi vivevano. Anche  le profondità dei mari ci raccontano di antiche steppe abitate da grandi animali poi sommerse dalle acque del mare con resti fossili di mammut ed ippopotami.

tronco di albero fossile (Utah) – photo credit andrea mucedola 

Avvicinandoci all’era dei primi insediamenti umani, variazioni rapide delle temperature si alternarono: da periodi di glaciazioni a decenni torridi , in una ricerca di un equilibrio climatico forse raggiunto solo negli ultimi 10000 anni. In realtà, quest affermazione e’ azzardata; sappiamo che alcune glaciazioni minori si ripeterono anche in seguito. Anche nelle cronache della storia recente sono riportati periodi molto freddi (detti piccole glaciazioni) tra il 900 e 300 a.C, e poi nell’era cristiana tra il 400 e 750, nel 1150 e 1250 ed infine, tra il 1590 e 1850. Per quanto concerne i periodi molto caldi sappiamo che nel 218 a.C Annibale, sfruttando condizioni climatiche favorevoli,  riuscì a passare le Alpi con un poderoso esercito e con i suoi elefanti, nella sua spedizione contro Roma.

Nel Medio Evo vi furono inverni caldi, anche nei paesi del nord Europa, e periodi estivi decisamente anomali, tanto freddi da registrare nevicate anche in pieno agosto. Talvolta alcuni cambi climatici furono causati da eventi catastrofici come l’esplosione del vulcano di Krakatoa che causò una rapida discesa delle temperature in tutto il globo per un lungo periodo. Queste fluttuazioni sono naturali e la loro prevedibilità è dubbia.

carotaggiDall’analisi dei carotaggi effettuati tra i ghiacci polari è possibile descrivere con sufficiente precisione i valori atmosferici delle varie epoche valutando  le percentuali dei gas che ne caratterizzarono l’atmosfera; negli strati di ghiaccio degli ultimi trecento anni si ritrovano le tracce gassose derivanti dalle prime influenze antropiche dell’epoca preindustriale ad oggi, mostrandoci come in un libro le variazioni di anidride carbonica e di quei gas che chiamiamo comunemente serra. Sebbene nell’antropocene questi valori si sono alzati c’è da domandarsi se essi non siano altro che un effetto catalizzante di una situazione comunque in atto.

In altre parole ci dobbiamo preoccupare di avere 2 gradi di più sul pianeta dieci anni prima del previsto o di trovare una soluzione all’avvelenamento del nostro ambiente che ci ucciderà prima del caldo? Sarebbe forse più utile concentrarsi nelle contromisure per mitigare gli effetti piuttosto che discuterne le cause.

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Di fatto, non possimao stare a guardare. Come disse Einsetin, “Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”. 

Quale è la relazione con il clima? Quanto l’Uomo ha effettivamente influito sulle variazioni climatiche? Forse il problema più importante non sono le cause dei cambiamenti ma come adattarci ai loro effetti? In un prossimo articolo, vedremo come tali tracce siano divenute la base delle nuove teorie sull’evoluzione del clima e sul riscaldamento globale.

Per finire un breve ma interessante video sulle tanto discusse variazioni geologiche in Artico:

Il domani come sempre, sarà degli Uomini di buona volontà.
Andrea Mucedola

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