If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Prestazioni degli erogatori, la forza dei numeri di Luca Cicali

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: erogatori

 

Sono i cattivi lavoratori che si lamentano dei propri attrezzi.  Confucio

Dopo aver elaborato gas e leggi matematiche incominciamo ora a parlare di attrezzature subacquee.  E’ evidente che non è possibile descrivere ed evidenziare pregi e difetti di ogni marca e modello di muta, erogatore o computer subacqueo, altrimenti dovremmo scrivere un vero e proprio trattato che diverrebbe obsoleto nel giro di due mesi. Ci limitiamo quindi ad alcune considerazioni circa il modo migliore per valutare utilità, prestazioni e caratteristiche tecniche delle principali attrezzature che utilizziamo in immersione.   Cerchiamo cioè di accrescere la nostra capacità di giudizio e valutazione, piuttosto che evidenziare pregi e difetti di ogni marca e modello in circolazione. Iniziamo oggi a parlare dell’erogatore, cuore dell’attrezzatura subacquea, strumento vitale per l’immersione, macchina che ci consente di respirare sott’acqua pur non essendo dei pesci. 

L’erogatore è costituito da due stadi, entrambi fondamentali per raggiungere lo scopo di respirare in profondità con facilità e sicurezza, ma è sul secondo stadio, l’erogatore propriamente detto, che ci concentriamo oggi, rinviando la descrizione del primo stadio agli articoli successivi.   

Schema generico di funzionamento di un secondo stadio. Lo scopo del 2 stadio e’ di  abbassare e modulare la pressione del gas adattandola a quella ambientale, pressione che viene misurata tramite membrane e leveraggi al suo interno. Il secondo stadio è la parte terminale dell’erogatore, quella che si vede trattenuta dalla bocca del subacqueo e che a semplice depressione della sua uscita (che corrisponde al tentativo di respirazione del suo utilizzatore) eroga aria (o miscele diverse) alla stessa pressione ambiente della profondità in cui il sub si trova, misurata dai componenti di cui è costruito: è una specie di barometro collegato ad una serie di valvole riduttrici della pressione. Il funzionamento è semplice ed automatico e nei moderni erogatori, grazie a particolari accorgimenti (quali tubi di Venturi, membrane sovradimensionate ecc.) permette al subacqueo di respirare a qualsiasi profondità in sicurezza e senza il minimo sforzo polmonare. – da wikipedia

L’erogatore ha due fondamentali punti di forza: l’affidabilità e le prestazioni.  
L’affidabilità è essenziale per non trovarsi a dover gestire in immersione malfunzionamenti, rotture, blocchi o auto erogazioni. Prestazioni elevate sono invece indispensabili per garantirci, specialmente in immersioni profonde, un’erogazione agevole e con uno sforzo limitato alla profondità che siamo soliti raggiungere, il che consente di evitare il più possibile l’insorgere di affanno e ipercapnia.  

Ma affidabilità e alte prestazioni sono caratteristiche che comportano inevitabilmente costi elevati? 
Si e no. Naturalmente un buon erogatore non sarà mai a prezzo stracciato, ma attenzione a dare per scontato che basti  scegliere il modello più costoso in circolazione per garantirsi la massima affidabilità e prestazioni di alto livello.   Anzi, le eccezioni a questa regola sono piuttosto frequenti.  Mi viene infatti il sospetto che molti di noi subacquei, nell’acquisto di alcune attrezzature subacquee fondamentali, e in particolare l’erogatore, siamo soliti scegliere il modello più caro che possiamo permetterci tra quelli più noti e reclamizzati.   E’ una scorciatoia comprensibile ma non è la garanzia di ottenere il meglio, mentre ci obbliga a spendere molti soldi, spesso troppi.  Inoltre, particolare non trascurabile, questo modo di agire ci porta spesso ad acquistare modelli con caratteristiche anche pregevoli ed importanti, ma che forse non sono indispensabili per il tipo di immersioni che siamo soliti fare. Esistono le mode anche per le attrezzature subacquee, e in particolare per computer ed erogatori: favolose prestazioni vengono sbandierate da riviste specializzate con aggettivi roboanti che spesso nulla hanno a che vedere con la realtà, ma molto con la strategia commerciale.   Abbiamo un’alternativa? Certamente si, e come sempre la strada migliore è un po’ meno agevole di quella principale: occorre chiarire in primo luogo a noi stessi gli obiettivi a medio termine della nostra attività subacquea, dedicarsi con un po’ di pazienza allo studio delle principali caratteristiche tecniche, ed infine individuare i principali parametri in base ai quali decidere per l’acquisto.  

La prima cosa da fare è separare le sensazioni dall’oggettività: provare un erogatore  in una immersione a 20 metri di profondità durante quei simpatici eventi di “test attrezzature” organizzati dai centri immersioni non è un modo affidabile per farsi una seria opinione. 
E’ un po’ come provare una Ferrari guidandola per trecento metri in un sentiero di campagna.  Meglio allora affidarsi a misure oggettive, dando voce alla forza dei numeri. E i numeri scaturiscono dai test effettuati in modalità standard, sulla base dei quali vengono tracciati i grafici dei principali parametri prestazionali che sono oggettivi, controllati e riproducibili.   Ciascuna casa produttrice esegue questi test sui propri modelli, e poiché le modalità di test obbediscono a standard rigorosi ai quali esse devono attenersi, i risultati delle prove effettuati possono essere paragonati tra di loro sulla base di dati oggettivi, e non di aggettivi qualificativi. I test sono condotti con l’uso di un simulatore automatico, una macchina che simula fedelmente le condizioni ambientali operative ad una certa profondità, e in pratica si sostituisce al subacqueo in immersione aspirando aria dall’erogatore e espirandola subito dopo, effettuando cioè dei cicli respiratori completi con la  frequenza e volume ventilato prestabiliti.  Dobbiamo quindi imparare a leggere i risultati delle prove: una volta acquisita sufficiente confidenza circa il significato di questo o quel parametro, sarà più facile barcamenarsi tra modelli, soluzioni tecniche, pubblicità ingannevoli, giudizi qualitativi, prove e pareri personali del collega subacqueo, che tende spesso a descrivere il proprio erogatore come un trofeo di caccia, specialmente se pagato uno sproposito.  

Esiste ovviamente una normativa europea che fissa gli standard minimi di prestazioni degli erogatori a circuito aperto, al di sotto dei quali gli erogatori non possono essere messi in commercio; si tratta della norma  EN 250:2014, “Respiratory equipment. Open-circuit self-contained compressed air diving apparatus. Requirements, testing, marking”., che ha sostituito le precedenti versioni dell’anno 2000 e 2006.

Essa indica i limiti massimi accettabili per le pressioni di inspirazione ed espirazione e per il lavoro respiratorio, (vedremo tra breve cosa indicano questi parametri) nonché le condizioni ambientali standard da applicare nell’esecuzione dei test. I parametri caratteristici di un erogatore che un test tramite simulatore è solito  misurare e registrare durante entrambe le fasi di inspirazione ed espirazione sono:

  • lavoro inspiratorio ed espiratorio 
  • pressione dell’aria misurata a livello del boccaglio

In questo ambito di test, tutte le volte che parliamo di lavoro diamo una misura dello sforzo da compiere per eseguire una inspirazione o espirazione, nella sua unità di misura che è il lavoro, misurato in Joule per litro di aria ventilata.   La pressione all’interno della scatola dell’erogatore è misurata rispetto alla pressione ambiente, e quindi con la membrana in posizione di riposo.   Si ha quindi pressione positiva durante l’espirazione (aria immessa nel boccaglio), e pressione negativa durante l’inspirazione, (aria aspirata dal boccaglio).   Nella figura è mostrato uno dei tipici diagrammi che si ottengono sottoponendo un erogatore generico a test tramite simulatore, nel quale naturalmente i valori effettivamente raggiunti per le pressioni e il lavoro respiratorio dipendono dalla singola macchina sotto test.   Sull’asse verticale abbiamo la pressione (di inspirazione o espirazione) e sull’asse orizzontale il volume di gas respirato.

Le due rette orizzontali tracciate in rosso ai livelli di pressione di -25 mB e +25 mB rappresentano i limiti massimi imposti dalla normativa europea per le pressioni rispettivamente di inspirazione ed espirazione, e quindi i valori misurati durante il test per questi due parametri dovranno rimanere all’interno di questi confini.   La linea rossa orizzontale tracciata a 5 mB rappresenta invece il limite per la pressione di inspirazione positiva, (ne vedremo il significato).   In pratica, tanto più ridotta è l’area complessiva di quella specie di wurstel frastagliato che giace attorno all’asse orizzontale e più l’erogatore è di qualità, nel senso che offre minore resistenza all’attività sia di inspirazione che di espirazione.   Un basso sforzo sia inspiratorio che espiratorio in immersione sono molto importanti, non solo e semplicemente per non faticare troppo, ma soprattutto che evitare il rischio di affanno e di limitato ricambio di aria, che comportano sempre un aumento del tasso di CO2 nel plasma, con tutti i rischi che esso comporta e che abbiamo spiegato negli articoli dedicati.

L’interpretazione corretta del diagramma di test di un erogatore, e la sintesi dei parametri caratteristici che consentono di valutarne la qualità complessiva, sarà oggetto del prossimo articolo, che vi consiglio di non perdere.

 

Luca Cicali

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 548 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

4 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share