If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

La storia del sommergibile che non ebbe mai nome di Andrea Mucedola

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: P311, chariot, Royal Navy
.

Dopo la guerra, nelle splendide acque sarde, furono individuati molti relitti, alcuni dei quali in Gallura e nelle tormentate acque delle Bocche di Bonifacio. Oggi voglio raccontare la storia di un sommergibile britannico, l’HMS P 311. Non uno qualunque ma uno dei tre  battelli inglesi trasformati verso la fine della guerra per trasportare i chariot, mezzi insidiosi segreti che erano stati costruiti dai Britannici su imitazione dei siluri a lenta corsa italiani.

Questo sommergibile scomparve nella sua prima missione e divenne nel tempo un obiettivo ambito per i ricercatori di relitti. Nel 2015, Massimo Domenico Bondone, un subacqueo professionista genovese, noto per aver ritrovato numerosi relitti, lo ha finalmente identificato  ad una profondità di oltre cento metri nelle acque dell’isola di Tavolara. Questa scoperta non fu occasionale ma frutto di attente ricerche. Bondone, da esperto subacqueo e ricercatore, è riuscito a ritrovare negli ultimi venticinque anni molti relitti come il Kreta, nei pressi dell’isola di Capraia e, in acque sarde, il Bengasi ed il San Marco al largo di Villasimius.

il HMS P 311 imbarca in Scozia i siluri prima di partire per quella che sarebbe stata la sua ultima dislocazione nel Mediterraneo nel novembre del 1942

Breve vita del sommergibile che non ebbe mai un nome
L’HMS P 311 era un sottomarino britannico della classe Tango, unico a non avere ancora ricevuto ufficialmente un nome. In realtà, il primo ministro Winston Churchill aveva richiesto più volte all’Ammiragliato di assegnare a tutti i sottomarini un nome ma la Royal Navy, che in piena guerra aveva sicuramente problemi maggiori da risolvere, gli aveva fornito solo una lista di suggerimenti. Al HMS P 311, qualora approvato,  doveva essere assegnato un nome importante appartenuto ad un celebre faraone egizio, Tutankhamen. Le necessita belliche non permisero al sommergibile di ricevere il battesimo ufficiale ed il battello, dopo un frettoloso allestimento, fu inviato in zone di operazioni.  

l’equipaggio del HMS P 311

Il P 311 era una battello di III classe costruito dalla Vickers-Armstrong a Barrow-in-Furness ed era stato consegnato alla marina reale britannica il 5 marzo 1942. Il comando era stato assegnato all’appena promosso capitano di fregata Richard D. Cayley, uno dei più decorati sommergibilisti  della Royal Navy.  Cayley aveva passato la maggior parte della sua carriera sui sommergibili e, al comando del HMS Utmost, aveva affondato 70,000 tonnellate di naviglio nemico, in particolare nel Mediterraneo dove era sopravvissuto ad un attacco delle navi di scorta ad un convoglio che gli avevano lanciato contro 84 cariche di profondità. Nel giugno del 1942, ancora capitano di corvetta, gli fu assegnato il comando del nuovo battello P 311.  Il sommergibile era ancora in allestimento ed era uno degli unici due sottomarini della classe Tango senza un cannone antiaereo Oerlikon da 20 mm. Il suo equipaggio era composto da 61 uomini. Le sue dimensioni erano di ben 84 metri di lunghezza e 8 metri di larghezza. Dopo l’allestimento bellico, nel novembre del 1942, lasciò la Scozia insieme alle sorelle della stessa classe HMS Thunderbold e HMS Trooper.

I tre sommergibili erano stati scelti per imbarcare i contenitori per il trasporto dei mezzi chariot. I “chariot”, come ricorderete in qualche articolo precedente, erano trasportatori subacquei per i frogmen britannici, simili ai siluri a lenta corsa degli italiani da cui erano stati copiati.

Dopo la lunga traversata, i tre battelli entrarono a far parte della decima flotta sottomarini dislocata a Malta.  Tra  il 30 dicembre 1942 e l’8 gennaio 1943, al sommergibile fu affidata la sua prima missione operativa nell’ambito dell’operazione PRINCIPLE. Da Malta partirono tre battelli, l’HMS Thunderbolt e l’HMS P 311, che trasportavano due chariot ciascuno, e l’HMS Trooper che ne portava addirittura tre. 

L’obbiettivo era attaccare le navi della regia marina italiana all’interno di due porti italiani. L’HMS P 311 doveva colpire gli incrociatori della Regia Marina italiana GoriziaTrieste nel porto di La Maddalena, mentre gli altri due sottomarini dovevano attaccare le navi militari nel porto di Palermo.

Se il buongiorno si vede dal mattino
La traversata dei sommergibili  fu letteralmente burrascosa, con mare e vento forza 5 che sferzavano lo scafo dei battelli.  Come in tutte queste missioni, i sommergibili procedevano in silenzio radio, segnalando la loro posizione su appuntamento. Come da ordini si separarono nei pressi della Sicilia procedendo ognuno per il loro obbiettivo. Il P 311 inviò il suo ultimo segnale il 31 dicembre 1942, dalla posizione 38º 10’N, 11º 30’E, e poi non se ne seppe più nulla. La sua perdita fu segnalata in ritardo, solo l’8 gennaio 1943, quando il sommergibile non tornò alla base. L’ipotesi dello stato maggiore britannico fu che avesse urtato una mina nel trasferimento verso Maddalena, presumibilmente in una data intorno al 2 gennaio 1943. In seguito alcuni pescatori sardi riferirono che in quelle fredda notte di tempesta avevano udito un forte boato ma nessuna traccia di un incidente era spiaggiata nei giorni seguenti. La zona era protetta da campi minati difensivi dell’Asse per cui nessuno si arrischiava ad entrarci se non sotto scorta di mezzi militari italiani. 

Il ritrovamento
Dopo oltre 75 anni, il 22 maggio 2015, Massimo Bondone, un esperto esploratore subacqueo italiano ed il suo team, ha finalmente scoperto il relitto nei pressi dell’isola di Tavolara. Il sommergibile è stato ritrovato adagiato sul fondo, quasi intatto, sulla rotta verso il Golfo di Olbia e nei pressi delle posizioni conosciute di un campo minato della seconda guerra mondiale. Lo sfortunato battello britannico fu ritrovato adagiato sul fondo del mare con lo scafo praticamente intatto. Dal suo esame emerse che solo la prua risultava danneggiata, dando conferma che l’affondamento era stato causato dall’urto prodiero con una mina italiana.
Il ritrovamento del sommergibile risulta eccezionale non solo per la sua non comune conservazione ma perché fa presupporre che al suo interno si trovino ancora i corpi dei sfortunati 71 marinai britannici. Lo stato del battello fa infatti ipotizzare che dopo l’esplosione i locali interni non siano stati invasi dall’acqua e che i sopravvissuti, impossibilitati a fuoriuscire, morirono lentamente per asfissia al suo interno. Un triste destino che ne fa un sacrario del mare. 
,

Le foto che ho allegato parlano da sole nella loro drammaticità. Nel silenzio e nell’oscurità degli abissi giacciono quei valorosi uomini, un tempo avversari ma ora accomunati nel destino a tanti altri di ogni bandiera. Il rispetto per il loro riposo deve essere mantenuto. Non voglio essere prosaico ma, al di là della protezione dei relitti in mare prevista dalla legge italiana, credo debbano esistere dei limiti etici e morali che  devono essere riconosciuti a tutti coloro che, sotto ogni bandiera, persero la vita per il loro Paese o ideale..

La triste storia del sommergibile italiano Scirè, più volte violato da sommozzatori israeliani ed americani, ne è la prova. Voglio sperare che questi uomini, che hanno dato la vita per la loro patria, siano rispettati ed il loro sacrario non sia violato.

Ben vengano le esplorazioni degli abissi ma sempre con rispetto.

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 1.278 times, 3 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

8 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share