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Squali, una risorsa preziosa da proteggere e preservare

livello elementare
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ARGOMENTO: ECOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: squali, protezione

 

bull shark point, Playa del carmen, 2013

Il terrore dello squalo è atavico, un predatore degli oceani che incute terrore per il suo aspetto non sempre rassicurante. Nonostante descrizioni di squali famelici furono descritte in letteratura da molti scrittori, che probabilmente non ne avevano mai visto uno, sembrerebbe che questa fobia (selacofobia) si sia diffusa in seguito all’uscita del celebre film di Steven Spielberg “Lo squalo”, e di numerosi altri film incentrati sulla figura di squali bianchi assassini come Blu profondo, Open Water, Red Water e L’ultimo squalo. Lo squalo bianco, forse l’animale che incarna maggiormente nell’immaginario collettivo questo predatore, fu precedentemente filmato in un criticato ed oggi discutibile documentario di Jacques Cousteau.  Un filmato vintage che raccontava agli spettatori dell’epoca questo splendido incontrastato animale, signore dei mari. Negli anni seguenti l’equipe Cousteau con nuovi documentari contribuì a dare giustizia agli squali, divenendo paladini della protezione di questi animali così importanti per l’equilibrio degli ecosistemi.

Una paura esagerata
Squali assassini a caccia di umani? Niente di più irrazionale; nel 2016, in tutto il mondo, furono registrati solo 10 attacchi da parte di squali con, per fortuna, solo cinque vittime. Gli appassionati di statistica si sono “divertiti” a calcolare la probabilità di un attacco da parte di uno squalo ed è risultata una su 3,7 milioni. 

Ogni anno muoiono più persone a causa delle punture delle zanzare  o dal tocco delle meduse. Molto più alte le probabilità di soccombere all’influenza (una possibilità su 63), di morire in un incidente stradale (una su 90), di essere colpiti da un fulmine (una su 960 mila) o addirittura di essere centrati da un asteroide (una su 1,6 milioni). 

Allora perché questa paura degli squali?
Si tratta di una paura primordiale indotta dall’istinto di sopravvivenza che ci avvisa di potenziali minacce, derivante da una coscienza ancestrale, che alberga dentro ognuno di noi; un terrore vissuto dai primi uomini di essere attaccati e divorati dagli altri animali. Se a questa paura si somma il blu intenso delle profondità dell’oceano, possono nascere reazioni irrazionali che si possono vincere solo scoprendo il mare nella sua interezza.

Per fortuna, lo studio di questi splendidi animali e la loro successiva interazione con i subacquei hanno dato giustizia a questi meravigliosi animali, troppo spesso fraintesi e diffamati. Vale la pena ricordare che tra le centinaia di specie di squali, solo dieci di loro possono essere considerate pericolose per l’uomo. In particolare, tre specie di squali, il grande bianco, il toro ed il tigre, sono stati responsabili di oltre la metà di tutti gli attacchi letali contro gli umani. In molti casi questi attacchi sono stati collegati alla presenza di altre prede ferite infiocinate dai pescatori subacquei, o di surfisti su tavole da surf che, viste dal basso, ricordano la forma di alcuni mammiferi marini particolarmente interessanti per questi predatori, le foche. In pratica, la lista degli squali potenzialmente pericolosi si è notevolmente ridotta e oggigiorno un gran numero, sempre crescente, di sostenitori ed appassionati di squali di tutto il mondo si prodigano per la loro conservazione.

Perché gli squali sono importanti?

Gli squali sono animali affascinanti e diversi, ma c’è molto di più. Un mondo senza squali avrebbe gravi conseguenze per molti ecosistemi marini e d’acqua dolce. Così come per le comunità umane e le economie che dipendono da loro. La salvaguardia delle diverse popolazioni di squali è importante per molti aspetti in quanto  essi svolgono un ruolo vitale nel mantenere sano il nostro oceano. Lo fanno tenendo sotto controllo le altre popolazioni attraverso la predazione di esemplari malati e vecchi e quindi impedendo la diffusione delle malattie. Inoltre  selezionano il pool genico delle varie specie. Non ultimo, negli ultimi anni gli squali sono diventati fonte di guadagno economico. Non per le loro carni ma per il loro contributo indiretto all’eco turismo, un’industria fortemente in crescita. E’ stato calcolato che  gli squali valgono molto più da vivi che da morti. Un singolo squalo vivo può  generare $ 73 al giorno – più di $ 200.000 nella sua vita, attirando subacquei interessati ad incontrarli nel loro ambiente naturale. Di fatto, molti subacquei raccontano di esperienze magiche nei loro incontri con gli squali, spesso momento clou di ogni viaggio subacqueo. Sono nati tour specialistici come il white shark diving company, in Sud Africa , per vedere d vicino il grande bianco, o l’italiano Macana Maldives per incontrare i pacifici squali balena tra gli atolli delle Maldive. Non sono i soli, basta andare su internet e ne potrete trovare tantissimi. Quindi una risorsa non solo ecologica ma anche economica per quelle aree turistiche spesso caratterizzate da economie depresse che trovano nel turismo una ragione di crescita.

Eppure, in molti paesi, sebbene vietato severamente dalle leggi locali, questi splendidi animali soffrono il fenomeno dello shark finning ovvero di quella pratica crudele che consiste nel tagliare le pinne dello squalo mentre è ancora vivo, e di gettare il resto del suo corpo nell’oceano. Il povero animale non muore immediatamente, a volte ci vogliono dei giorni, tra sofferenze che ci possiamo immaginare. Alcuni squali. incapaci di muoversi, muoiono di fame, altri vengono mangiati lentamente da altri pesci e alcuni annegano perché essendo immobili non possono più  forzare l’acqua attraverso le branchie per ossigenarsi.

Le pinne di squalo sono utilizzate come ingrediente principale della zuppa di pinne di squalo, una “prelibatezza” asiatica. La domanda di zuppa di pinne di squalo è aumentata negli ultimi anni a causa della crescente prosperità nei paesi  dell’Estremo Oriente. La zuppa di pinne di squalo, un tempo destinata solo a pochi, per via del suo costo che può facilmente costare $ 100 a ciotola, viene ora spesso servita anche nei comuni ristoranti. I pescatori sono interessati solo alle pinne perché la carne di squalo è di basso valore economico e occupa troppo spazio nella stiva. Inoltre, contenendo urea, che si trasforma in ammoniaca una volta che lo squalo muore contaminando gli altri pesci. La pinna di squalo stessa è insipida, fornisce solo una massa gelatinosa per la zuppa che per essere consumata viene in realtà aromatizzata con pollo o altro brodo Non ultimo le analisi biochimiche vi hanno riscontrato la presenza di  molte sostanze tossiche, dannose per il nostro organismo.

Conclusioni

Gli squali sono parte integrante e fondamentale del nostro mondo naturale. La loro importanza ecologica e economica dovrebbe essere considerata per la sua conservazione. La più grande minaccia affrontata dagli squali in tutto il mondo è dovuta alla pesca eccessiva. La loro carne non ha un valore commerciale  e contiene molte sostanze nocive per la salute. La sua pericolosità è stata ampiamente ridimensionata, grazie soprattutto al mondo della subacquea. Purtroppo il loro numero si e ridotto sensibilmente e molte specie si avvicinano all’estinzione. Spero che questo breve articolo vi aiuti a cambiare opinione sugli squali, non predatori ma predati, in un oceano sempre più deserto e sperare con voi che le generazioni future possano essere ancora in grado di incontrare gli squali nel loro ambiente naturale. 

squalo toro, Playa del Carmen, 2013

 

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