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Lo squalo angelo … un incontro indimenticabile nelle acque delle Canarie – di Emilia Fulgido

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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA MARINA
PERIODO: NA
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: squali
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squalo angelo, Foto gentilmente concessa da Lanzarote Non

Gli squali sono creature che da sempre hanno suscitato reazioni controverse; da un lato paura, dall’altro uno sconfinato fascino nei più temerari. Di fatto negli ultimi anni sono sempre più in aumento coloro che vengono ispirati da questi splendidi animali, inizialmente studiandoli e poi appassionandosi al punto da proteggerli. Io rappresento una di queste categorie e oggi vorrei presentarvi uno squalo insolito e certamente non noto come gli altri suoi cugini, il grande squalo bianco o lo squalo martello. Ho avuto l’opportunità di incontrare lo squalo angelo nelle acque di Lanzarote, l’isola più a oriente dell’Arcipelago delle Canarie

squalo angelo, Foto gentilmente concessa da Lanzarote Non

Ed ora ve lo presento 
Lo squalo angelo è anche noto con il nome di Angelshark (in lingua inglese) o Angelote (in spagnolo). Il genere è l’unico di questa Famiglia, Squatinidae, ed appartiene  all’Ordine degli Squatiniformi. Le specie sono numerose, ma la Squatina squatina (Linneus, 1758) o “squadro” (latinizzazione della parola “skate”, razza, alla quale somiglia molto) è una specie endemica dell’areale atlantico.

angelshark, da www.squali.com

La sua forma è decisamente appiattita dorso-ventralmente, e presenta delle ampie pinne pettorali.  Immediatamente dietro di esse vi sono delle pinne pelviche più piccole. Sono presenti anche due pinne dorsali ben sviluppate sul peduncolo caudale mentre le pinne anali sono assenti. Il capo è depresso, grande ed ampio. Gli occhi e le cinque fessure branchiali si presentano sul lato dorsale. La bocca è in posizione terminale e presenta delle corte appendici (barbi) nelle sacche nasali che gli permettono di aumentare la percezione delle vibrazioni delle prede. Hanno delle mandibole molto dilatabili dotati di denti piccoli ed affilati che garantiscono una presa rapida ed efficace della preda. Lo squalo angelo non è pericoloso per l’Uomo ma può essere aggressivo se lo si infastidisce… d’altronde lo sarei anch’io se qualcuno provasse a disturbare il mio sonnellino o invadere il mio spazio!

La colorazione dello squalo angelo varia con l’età; gli adulti, che possono raggiungere anche i 2 metri di lunghezza, sono bruno-grigiastri mentre quelli giovanili presentano tinte bruno-verdastre con macchioline bianche più o meno intense; il ventre è sempre bianco. La riproduzione è vivipara aplacentata (quindi non vi è né deposizione di uova, né una relazione nutritiva diretta con l’organismo materno, ma avviene una sorta di schiusa interna). Le femmine, di dimensioni maggiori dei maschi, dopo un periodo di gestazione tra gli 8 e gli 11 mesi, possono dar vita fino a 25 piccoli; questi cresceranno senza cure parentali e in acque poco profonde.

uno squalo angelo nella fase di predazione di un piccolo  pesce

Habitat
Vive insabbiato su fondali sabbiosi/fangosi, aspettando in agguato le sue prede che sono prettamente molluschi, crostacei e pesci bentonici tra cui anche le razze. E’ prettamente notturno e poco attivo durante il giorno; insomma è molto più pigro dei suoi cugini grandi nuotatori. Gli squali angelo sono distribuiti lungo un range batimetrico che va dai 5 ai 150 m, perciò è possibile incontrarli anche durante le escursioni in snorkeling. Il loro ruolo ecologico è rilevante così come quello degli altri squali in generale; sono top predator, il che vuol dire che nella catena trofica agiscono come un selettore naturale sulle popolazioni locali cibandosi di quegli individui più deboli e malati.

Conservazione
Nel XIX secolo questa specie risultava abbastanza comune in tutto l’areale atlantico, dalla Scandinavia alle Isole Canarie, ma si ritrova anche nel Mar Mediterraneo e nel Mar Nero. Sfortunatamente  le sue popolazioni sono oggigiorno radicalmente ridotte e frammentate. Ad esempio, nel Mar del Nord questo pesce risulta già estinto. Rimane presente nelle aree marine spagnole baleariche ed alle Isole Canarie.

Cosa sta succedendo agli squali angelo?
Così come molti altri squali (ma anche di molte altre creature marine) gli Angelshark sono vittime di attività di pesca illegali, non regolarizzate e non selettive. Inizialmente le loro carni, sebbene di scarso valore, venivano consumate e la pelle utilizzata per il confezionamento di oggetti e per la levigatura; oggigiorno la più grande minaccia è rappresentata dal “by-catch” a causa delle reti a strascico. Un grande spreco starete pensando, vero? Per capire realmente come l’azione sconsiderata dell’Uomo con il tempo possa portare a conseguenze irreversibili per le specie viventi basta dare un’occhiata proprio allo stato di conservazione della Squatina squatina; questa specie  fu dichiarata specie vulnerabile nel 2000 dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) e solo dopo 6 anni,  dichiarata “critically endangered” ovvero in serio pericolo d’estinzione.

Una bella notizia è arrivata in questi giorni (2018) dal Governo spagnolo che ha riconosciuto ufficialmente che questa specie, a rischio d’estinzione, necessita una protezione speciale in modo particolare nelle Isole Canarie di cui gli Squali Angelo sono diventati un emblema.

squalo angelo, Foto gentilmente concessa da Lanzarote Non

Una piccola curiosità
Se vi state domandando circa il suo “angelico” nome fareste bene a dare un’occhiata al capo arrotondato e pinne pettorali, simili a due ali, che si intravedono quando lo squalo si trova “infossato” nelle sabbia. Singolari sono gli spiracoli a mezza luna (fessure che permettono il flusso d’acqua alle branchie) che vengono scambiati per occhi, dando la sensazione che vi stia sorridendo. Personalmente ho dovuto aspettare un poco prima di poter incontrare il mio primo Angelote. Ogni qualvolta che ho la possibilità di imbattermici rimango sempre entusiasta dall’incontro. Non mi credete? Allora domandate a chi pratica subacquea o snorkeling ed ha avuto la fortuna di avere un simile incontro … oppure, ancora meglio, vivete questa emozione da protagonista. 

A presto e … veniteci a trovare a Lanzarote, Canarie (Spagna) con il Lanzarote Non Stop divers diving,  Avenida de Papagayo, 18, Centro Comercial Papagayo local 67D, 35580 Playa Blanca, Las Palmas, Spain

Emilia Fulgido

Emilia Fulgido (aka Emily Bright) è laureata in Biologia Marina presso la Facoltà di Scienze di Ancona nel 2011. Intraprende quindi un Master di Scienze Marine per la Sostenibilità  presso la sede distaccata nella Repubblica delle Maldive dell’Università di Milano-Bicocca. Prende parte a differenti programmi di conservazione, ricerca e volontariato: dalle Mante alle tartarughe, dai cetacei agli squali; la sua passione per il mare, la natura e la vita è sempre in continua espansione, professionalmente e personalmente. Nel 2016, si forma come ricercatrice subacquea scientifica presso l’International School of Scientific Diving. Attualmente risiede a Lanzarote, dove lavora come Dive Master ed educatrice ambientale, e collabora con OCEAN4FUTURE come reporter dall’Oceano Atlantico. Di lei si dice che si sposti dove ci sia il sole. 

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2 commenti

  1. 15/02/2018    

    we see them every day here in Lanzarote, and Emilia knows it since she was here with us for a good time.

    • 15/02/2018    

      thanks to Lanzarote Non Stop divers for your environmental contribution to save the ocean

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