If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Miti e tradizioni del mare: Sirene tra sogno e realtà di Andrea Mucedola

livello elementare

.

sirene-fiction-2

l’attrice Valentina Bellé che interpreta una sirena nella fiction RAI Sirene

Sirene
Una recente fiction ha raccontato le avventure scanzonate di quattro sirene del Golfo di Napoli. Questa storia ci da la possibilità di raccontare un mito del mare che, come vedrete, ha origini antichissime. L’origine del termine “sirene” è ancora controverso. Tra le molte ipotesi vi potrebbe essere un collegamento con l’aggettivo séirios (incandescente, splendente) da cui Sirio, collegato al sanscrito Sūrya (Sole), ovvero qualcosa che abbaglia.

1ab25052c1e45b20287eb2c055611d55--nymphs-la-franceAltra ipotesi lega tale termine al verbo syrízo (“fischiare”, “sibilare”) e quindi attribuibile ai mitici demoni del mare che sibilano nelle tempeste o più semplicemente possa derivare da un verbo semitico sir che significa cantare. Anche se alcune sirene sono descritte come mostruose e brutte, nell’iconografia popolare sono di solito rappresentate come donne molto belle. Sopra la vita appaiono come giovani donne, mentre dalla vita in basso possiedono una o più code di pesce. Le sirene vivono mollemente  sugli scogli intente a cantare e pettinare i loro lunghi capelli. Nell’arte, vengono spesso mostrate con uno specchio e un pettine rivelando la loro natura narcisistica. Ma possono essere anche pericolose,  incantando i marinai con la loro voce melodiosa e poi facendoli naufragare  contro gli scogli. Sebbene con nomi diversi, mitici esseri marini o fluviali assimilabili alle sirene sono descritti in tutte le culture. La mitologia greca ci parla di ammalianti creature, ninfe del mare, con il potere di incantare tutti coloro che le avessero ascoltate. Nate da Acheloo, divinità fluviale, figlio di Oceano e dalla musa Melpomene, da cui avevano ereditato la capacità di intonare canti melodiosi. Il mito greco parla di tre sirene: Partenope, Leucosia e Ligeia che, secondo Apollodoro, due erano dedite a suonare la lira ed il flauto mentre la terza cantava. 

Parthenope

Una cosa curiosa è che in antichità esse non venivano descritte come le immaginiamo, ovvero mezze donne e mezze pesce. La coda si aggiunse, come vedremo, nei secoli seguenti. Oltre alle sirene, la mitologia parla dei tritoni, discendenti di Tritone, figlio di Poseidone, dio del mare, e della nereide Anfitrite. Rappresentati con la metà superiore umana e quella inferiore a forma di pesce, sono quegli esseri che più si avvicinano alle sirene. La mitologia greca racconta che,  in una grotta d’argento, vivevano le Nereidi dai capelli dorati, ninfe del mare che aiutavano i marinai a combattere le tempeste pericolose. Esse sono raffigurate con corpi umani dalla testa alla vita ma … con arti inferiori di uccello.

792px-Elisabeth_Jerichau_Baumann_havfruen

La sirena, quadro di Elisabeth Jerichau Baumann

Ma torniamo alle sirene; con il loro canto le sirene, stordiscono gli ascoltatori che, come sotto l’effetto dell’alcool, perdono il senso della realtà. Le loro parole melodiose promettono di assecondare ogni loro desiderio, inclusa l’estrema conoscenza che, metaforicamente, li porta alla rovina.

Un simbolismo oscuro?
Un tema ricorrente nelle mitologie e nelle religioni umane, da Gilgamesh alla Bibbia, è la  ricerca folle dell’estrema conoscenza che porta l’Uomo a misurarsi con una dimensione cognitiva non umana. ulisse e le sirene Le sirene sono quindi un modo di giustificare l’ambizione umana alla conoscenza che va oltre la sua umanità. Per trovare una giustificazione è quindi funzionale incolpare esseri seduttivi che spingono l’Uomo verso il lato oscuro della sua esistenza dove non esistono limiti morali. Questa tentazione colpisce anche il mitico Ulisse; Omero,  nel XII libro dell’Odissea, ci racconta l’incontro del marinaio con le terribili Sirene. Il canto segue l’incontro con la maga Circe, una donna in grado di trasformare gli uomini con un filtro “magico” in animali, ovvero facendogli rivelare la loro natura più istintiva. La bella Circe, divenuta amante di Ulisse si rende conto di non essere in grado di poterlo più trattenere. Ulisse, nonostante tutto, rimane legato alla sua famiglia lontana  ed alla sua patria. Circe decide di lasciarlo partire ma prima gli rivela i pericoli che incontrerà nella sua via di ritorno verso casa:

… Alle Sirene giungerai da prima, Che affascinano chiunque i lidi loro con la sua prora veleggiando tocca. Chiunque i lidi incautamente afferra Delle Sirene, e n’ode il canto, a lui né la sposa fedele, né i cari figli Verranno incontro su le soglie in festa. Le Sirene, sedendo in un bel prato, Mandano un canto dalle argute labbra, Che alletta il passeggiero: ma non lontano D’ossa d’umani putrefatti corpi, E di pelli marcite, un monte s’alza …” (trad. Pindemonte).

La bellissima maga, conoscendo le debolezze di Ulisse, lo avvisa che le sirene, con il loro canto ammaliatore, gli prometteranno di svelargli tutto ciò che accade o è accaduto. Ammaliandolo al punto da portarlo inesorabilmente alla rovina. Se proprio vorrà ascoltarle dovrà farsi legare all’albero della nave dai suoi marinai. Essi dovranno tapparsi le orecchie con della cera, e continuare a remare incuranti dei suoi ordini successivi. L’esperienza del passaggio attraverso lo stretto abitato dalle sirene è atroce. Omero ci racconta che Ulisse non cade nella trappola delle sirene solo perché, seguendo il consiglio di Circe, è legato da robuste corde all’albero della sua nave.

Udirle puoi tu solo, se brami; ma prima i compagni nella veloce nave ti avvincano i piedi e le mani, dritto, con funi, a ridosso ti leghin dell’albero, stretto, si che delle Sirene godere tu possa la voce. Ma se tu preghi i compagni, se d’esser disciolto comandi, legare tanto più ti devon con doppie ritorte.” (trad. Romagnoli).

Omero_-_L'Odissea_(Romagnoli)_I-0288

Le cime che trattengono Ulisse sono una metafora della razionalità umana che mette un freno alle tentazioni e ci porta ad una maggiore consapevolezza del nostro ruolo. Proprio quella che spinge Ulisse, dopo un anno gaudente sull’isola di Circe, a ripartire per tornare ai suoi affetti. Allora le sirene svolazzanti intorno alla nave sono simboli delle mille tentazioni che attanagliano la nostra vita, dolci e seducenti, limitate solo dal nostro senso etico e morale. Una bella simbologia.

Cicerone, nel De finibus bonorum et malorum V, 18, commenta che Ulisse non venne attratto dalla soavità del suono delle sirene ma dal suo desiderio insaziabile di andare oltre i suoi confini. Le sirene di Ulisse sono quindi esseri in grado di far perdere la ragione facendo prevalere l’irrazionale che spinge l’essere umano oltre i suoi limiti terreni e quindi a perdere ogni controllo di sé. Una ipotesi interessante tenendo conto che l’opera omerica fu scritta in epoca pre-cristiana quando il peccato era visto come atto in contrasto con i principi riconosciuti dalla persona, il voler superare, anche involontariamente, i limiti posti dalla sfera delle cose sacre (offendendo gli dei) e quelle profane (conoscenza).

Un mito “cosmopolita” 

3335030367_6c242d2d3eTorniamo al mito di questi esseri, presenti in tutte le civiltà del  mondo anche se con caratteristiche talvolta molto diverse. Nelle ballate brettoni si trovano le ‘Morgan’, donne del mare e le “Morverch“, le loro figlie, sirene eternamente giovani e bellissime che passano il loro tempo a pelo d’acqua, pettinando i lunghi capelli. Alcuni pensano che la rappresentazione iconografica delle sirene, curvate all’indietro con i capelli cadenti, rappresenti l’arpa divenuta poi simbolo dell’Irlanda. Nel folklore britannico le mermaid sono portatrici di cattiva fortuna, in grado di causare tempeste e uccidere gli esseri umani. Come in tutte le superstizioni, a volte possono portare fortuna ed hanno cura degli esseri umani avverando i loro desideri. In alcuni racconti addirittura si sposano e poi convivono con gli esseri umani. E’ il caso delle merrow irlandesi e scozzesi, per par condicio di entrambi i sessi, che hanno la coda di pesce che però possono staccare per camminare sulla terraferma. Le femmine hanno lunghi e fluenti capelli bianchi con una sfumatura di verde e occhi di colore verde scuro o azzurri (non potrebbe essere diversamente essendo abitanti di quei luoghi).

sirena2

Questi esseri  sono descritti come belli e gentili, indossano un cappello rosso ma, se questo gli viene tolto e nascosto non possono rientrare in mare fino a quando non riescono ad averlo indietro. A volte incantano giovani uomini e donne e li portano con loro negli abissi dove insieme vivono felici e contenti. Fanno parte di antiche leggende celtiche che furono trascritte in racconti e fiabe nei secoli seguenti. Altri esseri delle acque abitavano le foreste slave, nei laghi e nei fiumi; erano i Rusalki, spiriti di giovani donne che avevano perso la vita in quelle acque. In principio il termine “rusalka” era una denominazione usata dalle tribù slave che legava questi spiriti con la fertilità per cui questi spiriti in primavera uscivano dall’acqua per trasferire l’umidità che dà vita ai campi e contribuisce quindi a nutrirli.

In seguito, le sirene assunsero una connotazione maligna; vennero descritte come esseri metà donne e metà pesce, con bellissimi capelli ma occhi tristi e spietati che raccontavano la loro tragica vicenda. Sorgendo dalle acque, catturavano i giovani portandoli sul fondo del fiume per poter vivere con loro.

dagon dio sumero

Un mito antico ch esi perde nei millenni
Come abbiamo premesso, il mito di esseri acquatici si ritrova nelle leggende di tutti i popoli del mondo. Andando in Oriente, troviamo Zagan, dio sumero dell’abbondanza e della fertilità dei Cananei, padre di Baal. Il suo aspetto era di un uomo sorgente da una spiga di grano oppure di un uomo barbuto con la parte inferiore del corpo a forma di pesce. Chiamato in ebraico Dagon, fu adorato dai fenici nella sua forma di uomo-pesce e fatto conoscere ai greci che lo chiamarono Tritone. Il Tritone greco era una creatura passionale e gaudente, raffigurata sempre in scene orgiastiche accompagnandosi con le nereidi  ed altre ninfe del mare.

maghavata

In India e nel Sud Est asiatico troviamo Matsyāṅganà, descritto come un essere antropomorfico, con torace umano e la metà inferiore del corpo simile ad un pesce. Il suo nome deriva da Matsya (sanscrito per “Pesce”), un avatar del dio indù Vishnu rappresentato sotto forma di pesce. Una curiosità,  Matsya viene identificato come colui che salvò il primo uomo, Manu, dal grande diluvio universale. Si tratta quindi di una divinità molto simile, dal punto di vista iconografico, ad una sirena di sesso maschile. Per trovare invece la prima sirena “femmina”, dobbiamo incontrare Suvannamaccha, figlia di Tosakanth, che viene citata nelle versioni cambogiane e tailandesi di un opera epica orientale, il Ramayana, che racconta le vicende della guerra tra Rama e Ravana con il suo esercito di scimmie.

suvata

Suvarnamaccha è una principessa sirena, figlia di Ravana,  che cerca di rovinare l’opera di Hanuman, il generale scimmia di Rama, che cerca di costruire un ponte di massi dall’India verso Lanka per poterla invadere. Mentre gli operai scagliano dei grandi massi nell’acqua per la costruzione della struttura, Hanuman scorge un gran numero di sirene (le matsyakanyas) che, ogni volta viene lanciata una nuova roccia, la afferrano portandola via. Hanuman irritato da tale disturbo che rallenta la loro opera, cercando di identificare chi le guidi in quell’azione distruttiva, scopre la bella sirena Suvarnamaccha che è a capo delle sirene. La insegue ma lei riesce a sfuggire. Inizia così una lunga caccia che diviene poi un vero e proprio corteggiamento, in un gioco di avvicinamenti, seduzioni e fughe. La storia prende una svolta rosa quando Hanuman se ne innamora perdutamente. L’amore sboccia fra i due che decidono di fuggire insieme in fondo al mare.

sirene-nel-mondo-L-dSKM2n

Un’altra figura mitologica, decisamente curiosa, viene decritta nel paese del Sol Levante; nel folklore nipponico  troviamo uno essere marino, Ningyo (il “pesce umano”). La creatura viene descritta con una bocca con piccoli denti, come un pesce, con il corpo ricoperto da brillanti scaglie dorate  ed una voce soave come un flauto. La sua carne è prelibata e chiunque lo mangia si dice raggiungerà una notevole longevità. Tuttavia, la cattura di un ningyo viene ritenuta un evento portatore di disgrazie per il pescatore. Infine, il “sirenetto”, se trovato su una spiaggia, rappresenta un segnale di pericolo imminente per i locali. Meglio lasciarlo vivere in pace.

L’elenco potrebbe continuare essendo presenti in tutte le civiltà; luoghi diversi ma con un fattore comune: la capacità seduttiva di questi esseri antropomorfici e  la loro volontà  di ricercare gli umani in maniera benigna o maligna. Se si considera che in tutte le religioni gli abissi erano assimilati agli inferi (non dimentichiamoci che Poseidone era il dio del mare e degli inferi) e quindi alla morte, l’accoppiamento tra umani e sirene è decisamente letale.

Quando le sirene misero la coda
In Occidente la rappresentazione maligna delle sirene, disegnate nell’immaginario collettivo con lunghi cappelli e la lunga coda, apparve nel Medioevo. Si pensa che possa essere nato dalla fusione dei miti greco-romani con gli esseri del mare delle leggende nordiche che furono portate dai barbari che invasero l’impero romano. Se le sirene di Ulisse avevano metà corpo di donna e metà uccello, le nuove sirene giungevano dagli abissi del mare con lunghe code. La fusione tra la rappresentazione di radice celtica e nordica con quella mediterranea da quindi vita ad una nuova tipologia di creature con una caratteristica comune, la bellezza ed il fascino.

Sirena S.Martino

Cattedrale di San Martino (Lucca)

In Italia la raffigurazione più antica si ritrova sul capitello di Aurona, Milano, scolpito tra la fine del VIII secolo ed i primi del IX secolo, dove una sirena appare con due code e rappresenta il simbolo di femminilità e fertilità. Nel Mediterraneo, nel XI secolo, le troviamo rappresentate nei mosaici di Otranto, di Bitonto e di numerose cattedrali toscane come quella di San Martino a Lucca. Talvolta venivano considerate simboli del male, collegati alla capacità femminile di sedurre e spingere l’Uomo alla sfrenata lussuria facendogli perdere il controllo delle emozioni e degli istinti. Nulla di più comprensibile tenendo conto che nella tradizione giudaico-cristiana il male veniva spesso abbinato all’essere femminile. Allora le sirene diventano, come le streghe, mezzo per annullare, attraverso il loro canto melodioso, la consapevolezza umana e cadere nel peccato perdendo la ragione.

Come nacquero queste leggende? 
Probabilmente  le leggende delle sirene nacquero in antichità  a seguito di  avvistamenti di avvistamenti da parte dei marinai di manati e dugonghi, che galleggiando mollemente in acque basse, sembravano cullare i loro piccoli giovani come esseri umani; questi strani esseri vennero descritte da Plinio nel 586 a.C.. Le speculazioni mitologiche che ne derivarono trovarono poi una giustificazione di comodo legata alla fantasia dei nostri progenitori. La teoria dei manati è molto plausibile in quanto anche Cristoforo Colombo in un suo diario riportò di aver visto tre sirene nell’oceano di Haiti, nel gennaio del 1493, descrivendole come esseri  “… piuttosto alti dall’acqua  …  ma non belli come raffigurati, in qualche modo il loro viso  ricorda quello degli umani … “.

3498145c6106b8d5f76207776d5b0775Le storie di avvistamenti di sirene si sono tramandate dal Medioevo fino ai nostri giorni; esistono infatti ancor oggi persone che riportano di averle scorte tra le acque. Tra gli ultimi casi la testimonianza presentata in una trasmissione  ‘Mermaids: The New Evidence’ che presentò un fantomatico avvistamento nelle profondità della Groenlandia, con tanto di video e fotografie, di un essere umanoide. Il produttore esecutivo dello spettacolo, Charlie Foley, dichiarò in seguito alla ABC news che lo scopo del programma era di voler dimostrare  agli spettatori che le leggende potevano essere reali, ” We wanted people to approach the story with a sense of possibility and a sense of wonder. Hopefully that’s what Mermaids allowed viewers to do…allowed them to suspend their disbelief. “La NOAA pubblicò in seguito una dichiarazione ufficiale dicendo che “Mermaids: The New Evidence” era  solo un programma di intrattenimento. Non era mai stata trovata alcuna prova di umanoidi acquatici.

cincinnati-and-dayton-oh-model-portfolio-creative-photography-3

una sirena moderna … Bernadette Newberry photography

In sintesi, le sirene restano quindi un sogno romantico che forse nasconde il nostro desiderio umano di amori impossibili che vanno oltre la nostra razionalità. Sono seducenti e pericolose come tutte le tentazioni ma riempiono i sogni di una vita che, in caso contrario, sarebbe troppo triste e piatta. Ben vengano allora le sirene, specialmente se belle e simpatiche come quelle della fiction Rai, per colorare i nostri sogni fino al prossimo risveglio.

Come Ulisse osiamo ma ricordiamoci che, dopo ogni bel sogno, bisogna risvegliarsi: … fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza

Andrea Mucedola

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

 

print
(Visited 1.585 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

2 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share