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Storia dell’evoluzione della vela di Maria De Filippo

 livello elementare
.
ARGOMENTO: VELA
PERIODO: NA
AREA: NA
parole chiave: vela

 

ladybug

La vela, oggi una filosofia di vita per chi la pratica, costituisce uno dei più antichi sistemi di propulsione noti ed utilizzati dall’Uomo, la cui introduzione può essere considerata  l’evento più importante nel corso della storia dell’arte marinaresca e la cui comprensione non può esimersi dallo studio della sua evoluzione nel tempo.

Nave_egizia_in_legno_2800_aC

Nave egizia in legno del 2800 a.C.

Far arrivare quaranta navi cariche di tronchi di cedro”: così uno scriba egizio nel 2600 a.C., riportando un ordine del faraone Snefru, testimoniava quanta importanza avesse già in quel tempo remoto il sistema di navigazione a vela, così perfezionato ed efficiente da poter armare una flotta di quaranta navi per un viaggio sino ai porti del Libano, laddove era diffuso il cedro. Le imbarcazioni che per secoli hanno dominato tutto il Mediterraneo, dall’Egitto alla Fenicia, dalla Grecia all’impero romano, per esplorare, commerciare e dominare le rotte dei mari, furono quelle a “vele quadre” che venivano armate su pennoni orizzontali, cioè lunghe aste perpendicolari all’asse longitudinale della nave.

Caravella-Santa-Maria

Questo tipo di velatura, che divenne simbolo ed essenza intramontabile del veliero, forniva una buona spinta con vento portante ma non permetteva in alcun modo di risalirlo, tanto da rendere spesso necessario l’ausilio dei rematori. Basti pensare che erano “caracche” a vele quadre, quelle usate nelle spedizioni di Vasco de Gama, Amerigo Vespucci e Ferdinando Magellano.

Così gli antichi navigatori, sentendo la necessità di disporre di una vela che si prestasse a sfruttare anche i venti provenienti dai settori prodieri, inventarono “la vela latina”, il cui nome, secondo la corrente di pensiero più diffusa, non indicava la provenienza dai lidi romani, ma piuttosto la forma “trina”, cioè triangolare.

El-Galeon-1

Galeone spagnolo

All’interno del Mediterraneo la vela latina continuò a mantenere una certa supremazia nel naviglio mercantile minore, nella pesca e soprattutto nella pirateria. Era la fine del 1400 quando i predoni barbareschi, protetti e spesso sovvenzionati dall’impero ottomano di Costantinopoli, navigavano sugli agili “sciabecchi”, scafi lunghi e sottili armati con tre grandi vele latine e dotati di remi, adatti alle loro azioni piratesche.

sciabecco

sciabecco

Successive evoluzioni tecniche nel settore nautico portarono allo sviluppo della vela aurica, la cui tela trapezoidale, che per la prima volta si stendeva a poppa degli alberi, era tesa nella parte superiore su un pennone detto picco e nella parte inferiore su un’asta orizzontale parallela al ponte, detta boma.

schooner_vela aurica

schooner con vela aurica

Eccetto che nei velieri “schooner”,  anche queste vele furono progressivamente rimpiazzate dalla moderna “vela Marconi” o “bermudiana”,  il cui taglio longitudinale rappresenta una evoluzione della vela latina, esportata dai coloni olandesi durante i loro viaggi di conquista. Fu proprio un bermudiano di origini olandesi che, nel  XVII secolo, costruì le prime barche con questa velatura. Il termine Marconi fu successivamente coniato per omaggiarne la somiglianza con l’antenna della radio senza fili.

Grazie all’uso di questa vela longitudinale, i vascelli leggeri costruiti in legno di cedro bermudiano erano largamente apprezzati per la loro agilità e velocità, specialmente nelle andature di bolina utile a commerciare tra le isole dell’arcipelago disposte lungo la direzione dei venti principali.Quando alle Bermuda si sviluppò un’economia marittima, questa conformazione velica si diffuse sui grandi vascelli oceanici, che presero il nome di “sloop Bermuda”. Da quelle lontane isole questa vela è arrivata fino ai giorni nostri con una particolare conformazione, che si è evoluta nel tempo: si tratta di una vela triangolare posta a poppa dell’albero e presenta un angolo di penna fissata alla parte superiore dell’albero stesso con la caduta prodiera normalmente inferita lungo tutto l’albero; alla base si trova l’angolo di mura, mentre quello di scotta è fissato all’estremità del boma.

Mayflower_America's cup 1886_sloop bermudiano1

Mayflower, America’s cup, del 1886, uno splendido sloop bermudiano

Dal mondo del diporto a quello delle regate, le innovazioni tecnologiche nei tessuti e nella forma dell’attrezzatura velica hanno reso le attuali imbarcazioni incredibilmente performanti e nelle competizioni più estreme, come l’America’s cup, capaci di toccare velocità di 40 nodi con vele rigide come ali. Ma di questo parleremo in un prossimo articolo.

MDFMaria De Filippo ha una laurea specialistica in Scienze delle risorse faunistiche-ambientali e master in Biologia marina con specializzazione nello studio dell’avifauna marina, per la cui conservazione ha partecipato a diversi progetti di ricerca nelle isole del Mediterraneo. Una grande passione per la vela la porta a partecipare a competizioni sportive di vario livello in equipaggio su Benetau 25, Melges 24, First 50, Imx 38. Vive in Sicilia dove organizza vacanze in barca a vela, snorkeling guidato e seawatching a bordo della sua imbarcazione Magie.

mPer contattare Maria De Filippo e condividere l’emozione della navigazione a vela alla scoperta della natura:
email:
mariadefilippo@ymail magiesailing@gmail.com
Tel./ phone : 0039/3391961638

Pagina facebook:
https://www.facebook.com/magiesailing/

 

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