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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Il programma di sviluppo dei nuovi sommergibili della Marina turca

 

livello elementare
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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: sommergibili

 

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Breve storia della marina turca moderna
La Türk Deniz Kuvvetleri, ovvero la marina militare della Turchia, ha radici molto antiche che risalgono  ai tempi dell’Impero Ottomano quando con il nome di Osmanli Donanmasi la sua flotta gli consentiva di essere una delle prime potenze marittime del Mar Mediterraneo. Al termine del primo conflitto mondiale, nel 1923, con la fine dell’Impero e la nascita della nuova repubblica turca fondata da Mustafa Kemal Ataturk, iniziò nella Marina turca un ambizioso programma di ammodernamento per trasformare una struttura ormai tecnicamente obsoleta in una marina militare moderna che si ispirava  allo stile occidentale. Non a caso fu presa come esempio la marina germanica, continuando un sodalizio turco – prussiano  iniziato proprio all’inizio del ventesimo secolo. L’influenza germanica fu fondamentale per una riorganizzazione moderna delle Forze sia per lo sviluppo degli armamenti sia per la creazione di uno Stato Maggiore moderno in cui meritocrazia e capacità contavano molto più della casta di appartenenza. I risultati si erano visti da subito. La vittoria dei Turchi contro gli alleati nella drammatica campagna di Gallipoli, pianificata con non poca arroganza da Francia e Gran Bretagna, fu resa tale dalla perfetta sincronia degli armamenti germanici (le famose batterie Krupp)  e dalla efficienza della nuova classe di ufficiali turchi che seppero bloccare i Dardanelli imbottigliando per un lungo periodo sulla spiaggia di Gallipoli le truppe del Commonwealth. Fu un inutile massacro e le uniche operazioni franco-britanniche di successo furono quelle operate con i sommergibili che forzarono gli ottomani ad abbandonare il mare come via di trasporto. Una dura lezione acquisita sull’uso dei mezzi subacquei che rimase indelebile in entrambi gli schieramenti. Al termine della seconda guerra mondiale la Turchia entrò a far parte della NATO ricevendo, come molti dei nuovi Alleati, aiuti sostanziali tramite il Mutual Defence Assistance program. Il programma statunitense ebbe inizio nel 1949, in parallelo al piano Marshall, e consisteva nella fornitura di armamenti militari per la ricostituzione delle forze militari. Eravamo in piena guerra fredda e la Turchia, con un esercito secondo numericamente solo agli Stati Uniti, era un alleato di primo piano in caso di attacco da parte dell’Unione Sovietica. In tale ambito la Marina americana cedette un certo numero di unità sia di superficie che subacquee tra cui i cacciatorpediniere classe Fletcher, Gearing e Allen Sumner ed i sommergibili classe Balao, Tench e Tang. Unità necessarie in tempi di guerra fredda al controllo dei movimenti delle navi sovietiche negli Stretti e nel Mediterraneo orientale.

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Ammodernamento  degli anni  ’70
Come le altre Marine NATO, nella seconda metà degli anni 70, la Marina turca iniziò un sostanziale ammodernamento con l’acquisto di sommergibili classe U 209 di fabbricazione tedesca, e con l’entrata in servizio delle moderne fregate tipo MEKO 200 negli anni  ’80. Queste unità, sviluppate dai cantieri Blohm & Voss, erano basate su una modularità molto spinta che consentiva ai clienti di poter ridefinire con grande  flessibilità e secondo le proprie esigenze i prodotti acquistati. Per questo motivo, le fregate erano state suddivise in varie sottoclassi di tipo diverso. Tra le caratteristiche fisse più importanti, erano dotate di un cannone prodiero (generalmente da 100 o 127 mm), uno o più sistemi d’arma ravvicinata o a corto raggio per la difesa di punto (CIWS Close in weapon system), un sistema missilistico superficie-aria, lanciasiluri ASW leggeri, una sistema missilistico antinave ed un elicottero ASW. I motori sono di tipo diverso, ma in generale di tipo CODOG (Combined Diesel or Gas). Per raffrontarle come stazza, erano leggermente maggiori delle fregate italiane Classe Lupo (anni ’80) e si avvicinavano alle fregate, sempre di costruzione italiana, classe Maestrale. Il design delle navi iniziava a modificarsi introducendo linee sempre più morbide per la riduzione delle segnature radar, con fiancate a doppia curvatura, alberi piramidali e fumaioli caratteristici della classe MEKO, accoppiati e inclinati verso l’esterno sui lati della nave. Le loro caratteristiche innovative ne fecero il maggiore successo degli anni ’80.

La componente subacquea
Come abbiamo accennato, per quanto concerne l’impiego dei battelli subacquei, la Marina turca ha da sempre considerato necessario mantenere un numero significativo di sommergibili per il controllo occulto della sua grande e frastagliata area costiera, ricca di anfratti e passaggi obbligati, e per rafforzare il suo potenziale difensivo / offensivo nello stretto dei Dardanelli e nel Mar Nero. Dagli anni ’70 entrarono in servizio i primi sommergibili SSK U 209, di costruzione tedesca. Questi sommergibili medio-leggeri furono sviluppati con grande successo dalla Howaldtswerke Deutsche Werft che ne realizzò cinque sottoclassi con un dislocamento variabile tra le 650 ad oltre 1500 tonnellate,  e con dimensioni ovviamente maggiori.

HDW Evolutionary Tree

evoluzione dei battelli turchi

I sommergibili SSK U-209, se raffrontati ad altre classi di battelli subacquei sono caratterizzati da più limitate dimensioni, una grande silenziosità e capacità di immergersi fino a 500 metri.  L’armamento di base consisteva in otto tubi lanciasiluri posti a prua con impiego anti nave. Le versioni che furono acquistate dalla Turchia, come quelli ellenici e della Corea del Sud, sono armate con quattordici siluri e sono predisposte per il lancio di missili antinave Harpoon.  La propulsione è diesel elettrica ma aggiornabile con  sistemi di propulsione AIP che consentono di operare a lungo senza l’utilizzo di aria esterna, permettendo quindi al battello di restare immerso più a lungo ed aumentare la autonomia.

In breve, la Marina turca nel tempo ha acquistato ben quattordici sommergibili, suddivisi in sei battelli classe Atilay, seguiti da 4 della classe Preveze e 4 della classe Gur. 

Classe Atilay
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Tipo Matricola Nome Consegna
1200 S 347 Atilay 1976
1200 S 348 Saldiray 1977
1200 S 349 Batiray 1978
1200 S 350 Yildiray 1981
1200 S 351 Doganay 1984
1200 S 352 Dolunay 1989
Classe Preveze 
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Tipo Matricola Nome Consegna
T1.1400 S 353 Preveze 1994
T1.1400 S 354 Sakarya 1995
T1.1400 S 355 18 Mart 1998
T1.1400 S 356 Anafartalar 1999
Classe Gür
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Tipo Matricola Nome Consegna
T2.1400 S 357 Gür 2005
T2.1400 S 358 Canakkale 2005
T2.1400 S 359 Burak Reis 2005
T2.1400 S 360 Birinci Inönü 2006

Il futuro
Il futuro del settore subacqueo è molto delicato e la Marina turca, in considerazione dell’evoluzione dei nuovi scenari geopolitici, ha in questi ultimi anni annunciato il lancio di due importanti programmi di costruzione navale comprendenti la realizzazione, completamente autarchica, di sei sottomarini TKMS Reis (tipo 214 TN) e lo sviluppo di una nuova classe di sottomarini conosciuta come MiLDEN (Milli Denizaltı). Si tratta di un ambizioso tentativo dell’industria della difesa turca di progettare e sviluppare non solo una nuova classe di sottomarini ma di svilupparne l’intera gamma di sistemi di elettronica e telecomunicazione, di propulsione e d’arma.

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Un programma ambizioso

Il programma di sviluppo MiLDEN è iniziato nel marzo 2012 sotto gli auspici di ArMerKom, il comando navale turco navale centrale. La prima fase del programma (lo studio di fattibilità), durata fino al 2015, è ora seguita dalla definizione delle specifiche tecniche e operative del nuovo battello che dovrebbero essere ultimate entro il 2018. Durante questo periodo, l’industria della difesa turca svilupperà un certo numero di sistemi interamente nazionali tra cui il sistema di gestione integrale del mezzo, il sonar, il siluro e tutti i sistemi correlati. Negli anni successivi (2017-2023), una società turca cercherà di sviluppare un sistema di propulsione ad Atmosfera Indipendente (AIP) per la sua propulsione. La terza fase di MiLDEN comprende un periodo di progettazione iniziale di due anni (2023-2025), che prevede la progettazione dello scafo e l’installazione del sistema di propulsione AIP che sarà seguito da un periodo di tre anni (2025-2028) per l’installazione ed l’integrazione dei sistemi menzionati in precedenza.

La costruzione del primo sottomarino inizierà nel 2028 e l’obiettivo è quello di consegnarlo alla Marina turca nel 2033. La Marina intende incorporare il maggior numero possibile di società di difesa turche in MiLDEN.

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In particolare, il progetto prevede molti contraenti difesa statali e privati ​​nonché la collaborazione con istituti di ricerca nazionali che stanno lavorando allo sviluppo ed alla produzione di sistemi nazionali. Per la costruzione dei sottomarini classe MiLDEN, Aselsan produrrà, installerà e integrerà il sistema ESM ARES-2N nella classe Reis, insieme al radar Alper LPI, un sistema di comunicazione integrato, un sistema di comunicazione satellitare a banda X ed una telecamera termica per periscopi Carl Zeiss Optronics. Milsoft svilupperà il software per il sistema di comunicazione Link-11/22, mentre Havelsan integrerà il sistema SEDA (sistema di integrazione e controllo Sonar) e sistema TorAKS (sistema di controllo antincendio Torpedo, che fa parte del sistema SEDA) con ISUS-90 / 72 Combat Management System (CMS), realizzato dall’azienda tedesca Atlas Elektronik.

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Le console dell’ISUS-90/72 CMS saranno realizzate dalla Ayesas turca; la Ultra Electronics, che ha sede nel Regno Unito, collaborerà con la società turca Koç Savuma Sistemleri per fornire il sistema di Sea Crypsis di contromisure anti siluro. L’istituto di ricerca statale TUBITAK-MAM è destinato a sviluppare gli idrofoni, il sistema di controllo della batteria della nave e il sistema di life -support del nuovo sottomarino. Il sistema di propulsione,  una nuova generazione AIP, sarà invece sviluppato dall’azienda turca IdeaLab. Gli ingegneri turchi lavorano attualmente su un sistema di generazione di energia compressa che utilizza l’anidride carbonica compressa. Questo nuovo sistema è più piccolo e più leggero rispetto alla tecnologia esistente e permetterà al sottomarino di restare sommerso fino a 90 giorni con un range operativo di 15.000 km.

Un progresso interessante per la marina militare di Erdogan di cui si è apprezzato negli anni uno sviluppo intelligente dei suoi mezzi. 

 

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