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I relitti della battaglia dello stretto della Sonda stanno scomparendo misteriosamente

livello elementare

ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: relitti, Sonda
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Una ricerca internazionale è stata lanciata dopo la misteriosa scomparsa dal fondo del mare di Giava, al largo delle coste dell’Indonesia, di tre unità navali olandesi che furono affondate durante una delle più sanguinose battaglie della seconda guerra mondiale, la battaglia della Sonda.
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Il ministero della difesa olandese ha confermato che i relitti di due navi da guerra olandesi, che affondarono in quei drammatici giorni del 1942, sono misteriosamente scomparsi insieme a gran parte dei resti di una terza nave. I relitti erano sono stati ritrovati praticamente intatti da una spedizione di subacquei dilettanti nel 2002. Ma durante una nuova spedizione, lanciata in occasione del  75 ° anniversario della Battaglia, i ricercatori di un team internazionale hanno scoperto che le navi erano praticamente scomparse. Le immagini sonar visualizzano ancora le impronte dei relitti sul fondo dell’oceano, ma le strutture delle navi  sembrano essersi volatilizzate.
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Java_Ruy

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Il ministero olandese ha confermato  che  “I relitti del HNLMS De Ruyter e del HNLMS Java sono apparentemente scomparsi e sul fondo rimane solo parte della HNLMS Kortenaer.” Tutte e tre le navi furono affondate durante la Battaglia del Mar di Giava, quando le forze aeronavali nipponiche inflissero una disastrosa sconfitta alle marine alleate, composte da navi britanniche, olandesi  e statunitensi,  nel febbraio 1942. Fu una delle più  sanguinose battaglie navali della guerra e comportò l’occupazione giapponese di tutte le Indie orientali olandesi.

Karel_Doorman_as_lieutenant-commander

il contrammiraglio della marina reale olandese Karel Doorman (in una foto di quando era ancora capitano di corvetta)

Raccontiamo la loro storia
Nel pomeriggio del 27 febbraio 1942, il contrammiraglio della marina reale olandese Karel Doorman lasciò il porto di Soerabaja con il HNLMS De Ruyter, gli incrociatori HNLMS Java ed un’unità statunitense, il USS Houston con sette cacciatorpediniere di scorta, con il compito di  intercettare i convogli di truppe giapponesi diretti all’isola di Giava; dopo alcuni scontri preliminari, intorno alle 22:00 la squadra alleata incappò nella scorta giapponese. Lo scontro fu durissimo. I cannoni dei due incrociatori giapponesi avevano una portata maggiore rispetto alle armi alleate e verso le 05:00 l’incrociatore britannico HMS Exeter fu  colpito. Venti minuti dopo il cacciatorpediniere olandese HNLMS Kortenaer fu silurato. La nave esplose e si spezzò in due pezzi affondando immediatamente. La confusione nella divisione alleata fu totale, aggravata dal fatto che una delle unità della divisione, la HMS Exeter, navigava solo a metà potenza, cercando di dirigere verso il  porto di Tanjung Priok. Durante lo scontro il cacciatorpediniere anche l’Electra venne affondato per coprire la ritirata dell’incrociatore.
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Ruyter_voor

HNLMS de Ruyter

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Seguendo le disposizioni impartite dalla Comando Supremo, Doorman diede l’ordine di attaccare all’avvicinarsi della flotta giapponese. Diede quindi il segnale tattico “Tutte le navi mi seguano“, per cercare di rimediare allo sbandamento delle sue unità.

Gli incrociatori pesanti giapponesi Nachi e Haguro attaccarono le navi alleate e, intorno alle 23:30, il De Ruyter fu colpito sul lato di dritta da due siluri tipo 93 lanciati dall’Haguro. Immediatamente si sviluppò un vasto incendio, a causa della rottura dei serbatoi di carburante, che provocò l’esplosione del deposito delle munizioni dei cannoni antiaerei. Completamente in fiamme la nave fu abbandonata dall’equipaggio ed intorno alle 2:30 del 28 febbraio si inabissò. Nell’affondamento perirono 345 membri dell’equipaggio compreso il contrammiraglio Doorman. Circa 2.200 persone perirono nel naufragio, tra cui 900 cittadini olandesi e 250 persone di origine olandese indonesiana.  
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exeter

HMS Exeter

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Due giorni dopo, la mattina del 1 marzo, mentre si trovava in navigazione verso lo stretto della Sonda, l’Exeter venne intercettato dagli incrociatori pesanti giapponesi Nachi, Haguro, Myoko e Ashigara scortati dai cacciatorpediniere Akebono, Ikazuchi, Inazuma, Yamakaze e Kawakaze. Durante il combattimento che ne seguì, denominato la  “Battaglia dell’isola di Bawean“, l’Exeter venne gravemente danneggiato dal fuoco nemico e, colpito da un siluro lanciato dal cacciatorpediniere Inazuma, si autoaffondò.

exter footprint

ciò che resta dell’Exter, la sua impronta sonar sul fondo

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In poche ore, quelle acque divennero così un grande cimitero per migliaia di uomini.

Oltre 60 anni dopo
Il 1 dicembre 2005 una spedizione oceanografica rinvenne il relitto del HNLMS de Ruyter nel punto dove affondò, posato sul fondale ad una profondità di 69 metri e fortemente inclinato sul lato di dritta. Le immagini che vedete furono scattate proprio durante le prime immersioni.

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le torrette del de Ruyter alla sua scoperta … oggi sono scomparse come il resto della nave

Nelle sue prossimità furono rinvenuti al sonar anche i relitti delle altre unità affondate che furono dichiarati sacrari di guerra. Evidentemente, come già tristemente avvenuto al nostro Regio sommergibile Scirè nelle acque israeliane di Haifa, i cacciatori di relitti non ebbero rispetto per la tomba di quei sfortunati marinai. Nel tempo le navi furono fatte a pezzi e sparirono letteralmente dai fondali, lasciando solo la loro impronta sui sedimenti, ancora rilevabile al sonar.

Il ministero della Difesa olandese ha aperto un’indagine per scoprire che cosa sia successo in quelle acque in così poco tempo. La profanazione di un sacrario di guerra è un reato grave e si ritiene che i relitti potrebbero essere stati illegalmente recuperati.  E’ risaputo come i mari che circondano l’Indonesia, Singapore e Malesia siano un cimitero per più di 100 navi e sottomarini affondati durante la seconda guerra mondiale. Per anni, spazzini del mare hanno saccheggiato i relitti, asportandone i metalli pregiati tra cui lamiere di acciaio, strutture di alluminio ed ottone.

Dalle prime investigazioni, sembrerebbe che tutto sia incominciato nel 2016 quando una scuola subacquea malese aveva rivelato al New Straits Times di aver rimosso parti dei relitti utilizzando degli esplosivi. L’esercito statunitense aveva scoperto due anni fa una violazione del relitto della USS Houston, che affondò nella stessa battaglia,  diventando una tomba per quasi 650 marinai e marines. Nella stessa zona scomparvero anche due navi britanniche e l’USS Perch.

I commenti sono superflui. Ritengo che tutti dovremmo vigilare su questi siti, indipendentemente dalla  nazionalità dei relitti, in rispetto di tutti coloro che facendo il loro dovere persero le loro vite in mare.

 

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