If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Viaggio nei proto-mari, dal Carbonifero al Mesozoico

livello medio
.
ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: 250 MYA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Carbonifero
.

Nel nostro viaggio fantastico abbiamo percorso milioni di anni dalla nascita del pianeta, e siamo ora giunti al Carbonifero, un’Era che prende il nome dal periodo in cui si formarono i grandi depositi di carbone fossile.

gli immensi boschi del Carbonifero (355-298 milioni di anni fa)

L’inizio del Carbonifero coincise con l’invasione da parte del mare del continente settentrionale che si estendeva dall’attuale Scandinavia all’Inghilterra, una vasta pianura sul quale si depositarono grandi depositi calcari. Successivamente in gran parte della Terra si instaurò un clima uniforme, caldo ed umido, che favorì la formazione di grandi ambienti lagunari nei quali si sviluppò una flora rigogliosa fatta di gigantesche felci arboree. Un mondo bellissimo con grandi foreste e molte forme di vita. Col passare dei millenni, il livello dell’acqua crebbe nelle paludi ed i mari si espansero. Di conseguenza le foreste furono in gran parte sommerse fossilizzandosi; i tronchi di quelle alte felci, che potevano raggiungere quaranta metri di altezza), decaddero producendo spessi livelli di torba che costituirono depositi di carbon fossile (gli attuali giacimenti di antracite e litantrace).

carboniferoIniziò tutto circa  360 milioni di anni fa e viene diviso dai geologi in due piani: il Pennsylvaniano ed il Mississippiano, che terminò circa 299 milioni di anni fa ovvero con l’inizio del Permiano. Dal punto di vista geologico, ebbe inizio l’orogenesi Ercinica, il processo che contribuì alla formazione delle grandi montagne europee in seguito alla collisione continentale, nel tardo Paleozoico, tra l’Euramerica ed il Gondwana.

E nacque la Pangea
A seguito di quel grande scontro si formò il super continente Pangea. Questo processo geologico avvenne tra il Carbonifero ed il Permiano (ovvero circa 250 milioni di anni fa). In milioni di anni il super continente Gondwana si unì con il Laurasia. Fra queste foreste primordiali si potevano osservare una miriade di insetti, tra cui enormi libellule come la Meganeura che possedeva un’apertura alare superiore ai settanta centimetri. Una teoria interessante lega le grandi dimensioni degli animali del Carbonifero all’elevatissima percentuale di ossigeno nell’atmosfera, oltre il 32 % contro il 21 % attuale. 

belantsea

fossile di Belantsea

Il clima era tropicale. Nelle acque costiere la vita marina pullulava di nuove forme di vita. Uno dei pesci più bizzarri che vivevano nei mari di quel periodo era la Belantsea che è stata ritrovata nei fossili del Montana, USA. Dal punto di vista morfologico questo pesce era decisamente molto strano. Aveva una forma di foglia e possedeva grandi pinne ed una piccola coda. Gli occhi erano piuttosto grandi e disposti in alto. Un corpo con questa forma doveva garantire un’estrema manovrabilità per muoversi tra le sabbie del fondale. Le dimensioni di questa specie si attestavano intorno ai 60–70 centimetri. I suoi pochi denti triangolari formavano una struttura simile ad un becco che gli permetteva di cibarsi di briozoi, spugne, crinoidi ed altri animali con il corpo protetto da un guscio. Doveva sembrare un fiore o una foglia che nuotava, per questo la specie a cui appartiene fu chiamata dei Petalodonti.

Tra gli altri organismi animali marini possiamo citarne uno in particolare di difficile collocazione tassonomica, ovvero il Tullimonstrum gregarium.

Tullimonstrum gregarium

Tullimonstrum gregarium

La sua lunghezza variava da tre a venti centimetri e poteva essere divisa in tre parti ben distinte: una anteriore formata, da una lunga e sottile proboscide, una mediana formata dal tronco (forse trasparente) ed una posteriore con una coda espansa e triangolare. Era un attivo predatore e forse si cibava di pesci e di meduse. Nei ricchi mari del Carbonifero. si ritrovavano anche i foraminiferi che costituiscono oggi in massima parte i calcari asiatici. I bassi fondali mostravano tetracoralli ed una presenza di crinoidi ed echinodermi. Tra i molluschi apparvero anche dei nuovi cefalopodi. Nel tempo, lentamente, scomparvero invece i trilobiti.  

Intanto sulla terraferma proliferarono gli anfibi. Appena i Crossopterigi del Devoniano riuscirono a vivere in permanenza sulla terraferma, cominciarono a evolversi in veri e propri animali a quattro zampe: si trattava dei primi anfibi, gli Stegocefali (“con il cranio a tetto”). Il termine anfibio, che significa “dalla doppia vita”, deriva dal fatto che questi animali, pur vivendo sulla terraferma, erano ancora costretti a depositare le loro uova in acqua in quanto prive di guscio e dunque soggette alla disidratazione. La loro vita, allo stato larvale, si svolgeva quindi completamente in acqua.

ichthyostega

scheletro di Ichthyostega

Tra gli Anfibi del Carbonifero si distinguono diversi rami evolutivi, da forme simili alle salamandre e ai tritoni attuali, fino a specie simili ai coccodrilli. Tutti avevano denti in cui dentina e smalto erano variamente ripiegati su sé stessi tanto che la loro sezione ricordava il disegno dì un labirinto. Da questa caratteristica nacque il nome di Labirintodonti.

Eryops_skeleton labiritodonti

fossile di Eryops, un labiritodontide del Carbonifero

Alcuni anfibi ebbero una riduzione praticamente totale degli arti (come negli Aistopodi). Altri riuscirono a deporre uova che potevano resistere, senza disidratarsi, anche fuori dall’acqua e perciò adatte al clima tropicale. Erano gli antenati di una nuova specie, i Cotilosauri, progenitori  della classe dei Rettili.

cotilosauri

Disegni delle strutture scheletriche dei Cotilosauri del Carbonifero. I Cotilosauri avevano ancora caratteri tipici dei loro antenati Anfibi, ed erano caratterizzati da un cranio massiccio, di tipo stegale, cioè senza finestre, chiuso per intero da ossa solide e aventi superficie esterna ornata da una scultura grossolanamente scabra; denti, conici o trasversalmente allungati, disposti in una o più serie; vertebre di solito profondamente anficeli; ossa del cinto toracico e di quello pelvico fuse in un solo pezzo massiccio; arti corti e tozzi, terminati da cinque dita, di cui il quarto allungato più degli altri. I Cotilosauri erano rettili di dimensioni piccole o medie (lunghi da pochi decimetri fino a tre metri di lunghezza) che abitavano le spiagge marine o lacustri. La dentatura li rivela in parte erbivori, in parte mollifaghi, in parte insettivori.

Un famoso giacimento del Carbonifero è ubicato a Mazon Creek nell’Illinois, dove gli organismi vennero rapidamente sepolti dai fanghi sul fondo di un sistema fluviale. L’azione successiva dei batteri anaerobici provocò la decomposizione del materiale organico permettendo la formazione di una specie di “crosta” intorno ai loro resti. Per questo motivo i fossili si rinvengono in particolari concrezioni a forma di ciottoli sferici, che una volta aperti rivelano il perfetto stato di conservazione dell’organismo incluso. In questo giacimento si ritrovano fossili di diversificati come artropodi, ragni, meduse, pesci.

Geo-Oceanografia del Carbonifero 
I geologi dell’epoca vittoriana, studiando i giacimenti carboniferi del Carbonifero, trovarono a Culm, Devon, dei depositi che contenevano selce radiolare, pseudomorfi di carbonio organico ed abbondante calcite. Culm era un antico deposito profondo dell’oceano del Carbonifero ed i fanghi ritrovati erano sedimenti profondi depositati al di sotto della profondità di compensazione del carbonato lontano dalla terraferma. Il contenuto di carbonio dimostrò che il mondo oceanico del Carbonifero era anossico e che gli abbondanti fanghi marini erano  stati creati e depositati nei sedimenti marini del Carbonifero. Questo fattore assume una certa importanza in quanto attualmente in alcuni mari del mondo si stanno ricreando situazioni analoghe.

Le variazioni del livello globale del mare furono dovute al crescere e salire di una grande calotta glaciale continentale sita sul Gondwana. Il periodo Carbonifero aveva mari tropicali poco profondi, enormi collettori di energia solare, che producevano salamoie calde marine e dense e vaste paludi equatoriali costiere.

Nonostante  la calotta glaciale di Gondwana, il mondo era caldo perché, come è noto in Oceanografia, i mari con grandi salinità aumentano le temperatura dell’acqua marina convogliando l’energia solare.

Gli oceani, ieri come oggi, sono infatti enormi serbatoi di calore che assorbono l’energia irradiata dal Sole e la rilasciano lentamente. Così gli oceani profondi del Carbonifero furono riempiti con acqua di mare fredda ed ossigenati dai venti della calotta glaciale di Gondwana. In determinate condizioni si può determinare la formazione di uno strato d’acqua profonda in condizioni anossiche, cioè una stratificazione delle acque causata da un forte gradiente verticale prodotto da una variazione delle proprietà chimiche delle acque. A causa dell’alta temperatura, gli oceani del Carbonifero non svolsero l’azione di immagazzinamento dell’anidride carbonica dell’atmosfera per cui il livello in atmosfera fu molto più alto. Questo causò un forte innalzamento delle temperature e negli oceani, al di sopra della fascia profonda anossica abissale, i pesci pelagici avevano a disposizione una grande varietà di ossigeno disciolto grazie agli effetti  delle acque fredde provenienti dalla calotta glaciale del Gondwana.

eunigentodi

Eugeneodontida

Si svilupparono così i pesci ossei primitivi (tra cui i paleonisciformi), tra i più primitivi pesci con pinne raggiate. Le loro caratteristiche includevano una coda dotata di un robusto lobo carnoso rivolto verso l’alto, come quella degli squali. Sui loro corpi erano presenti scaglie ganoidi ovvero che si affiancavano l’una all’altra piuttosto che sovrapporsi come negli odierni pesci ossei. Spesso possedevano grandi occhi posizionati nella parte anteriore del muso e le loro fauci erano molto ampie con la mascella superiore saldamente ancorata alle ossa del cranio. Si potevano incontrare anche pesci cartilaginei come gli Eugeneodontida, e gli antenati degli squali odierni. La specie più grande di pesce cartilagineo del Carbonifero Superiore (circa 300 milioni di anni fa) fu l’Edestus giganteus, e possedeva una singola serie di denti. Fossili eccezionali di queste specie sono stati rinvenuti nel deposito di Bear Gulch, Montana (USA). 

edestus

Edestus giganteus.

Questo animale non perdeva i denti danneggiati o rotti ed i nuovi denti continuavano a crescere in prossimità della parte posteriore della bocca in modo tale da spingere i vecchi denti in avanti, fino a farli sporgere ben al di fuori delle fauci. Non è chiaro quale funzione potesse assolvere una dentatura così bizzarra. Dalla dimensione dei denti, sembra che Edestus giganteus potesse raggiungere i sette metri di lunghezza (una misura simile a quella dello squalo bianco). Dalle dimensioni e dalla dentatura si può ipotizzare che fosse uno dei più grandi predatori della sua epoca. Accanto a forme di incerta collocazione (Crassigyrinus, Loxommatidae) nel Carbonifero inferiore si possono già riconoscere i primi rappresentanti dei Temnospondili, che divennero particolarmente floridi verso la fine del periodo e nel Permiano.

  • Crassigyrinus carboniferous extinct tetrapod illustration

    Crassigyrinus carboniferous extinct tetrapod illustration

    Il periodo geologico successivo, il Permiano (298/250 milioni di anni fa), fu un’Era di forti cambiamenti climatici e geologici. In quel lasso di tempo si consolidò  il super continente Pangea, che fu la culla dello sviluppo dei Dinosauri. Nelle terre emerse i rettili si diffusero e si diversificarono in modo esponenziale. Tra di essi  i dominatori furono i Sinapsidi, rettili i cui fossili presentano evidenti segni di transizione ed organizzazione di tipo mammaliano, come il Dimetrodon (dalla grande vela termoregolatrice). Verso la metà del periodo ebbero origine i Terapsidi (Estemmenosuchus) e poi più tardi i Cinodonti caratterizzati da grandi canini molto sviluppati e da post canini simili a molari.

    I movimenti continentali e le modificazioni climatiche produssero alla fine del Permiano il più grande fenomeno d’estinzione di massa, quando più della metà delle famiglie animali si estinsero. Sempre nel Permiano scomparvero anche i mari costieri caratterizzati da acque basse e si abbassò notevolmente il livello degli altri mari. Nelle acque dolci vivevano dei rettili marini come il Mesosaurus brasilensis. La flora dei continenti meridionali (Gondwana) era caratterizzata da una vegetazione di clima freddo con presenza di piante del tipo Glossopteris, che assomigliavano a delle felci. 

    157 Mesosaurus brasilensis

    Mesosaurus brasilensis

    Questi vegetali formarono  delle vere e proprie foreste i cui resti diedero origine a enormi depositi di carbon fossile.

    Un famoso giacimento paleontologico del Permiano è un sito appartenente alla formazione di Sakamena, in Madagascar. Tra i vari animali fossili che vi si possono trovare vi sono parecchi rettili caratteristici di quel periodo, fra i quali gli Orosauri, Claudiosauri, Tadeosauri, Barasauri e molte “lucertole volanti”, nonché primitivi rettili Terapsidi (rettili mammaliani). Le lucertole volanti erano animali appartenenti alla classe dei Celurosauravus, un gruppo di Diapsidi permo-Triassici di ancora incerta posizione tassonomica. Essi avevano raggiunto e acquisito la capacità di volare o meglio planare con il loro torace, infatti possedevano delle coste allungate e rettilinee che erano collegate ad una membrana cutanea che formava una specie di ala come nell’attuale drago, una lucertola agamide dell’Asia sudorientale, nota come drago volante.

    Ma anche questo, nel tempo, finì.

    PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print
(Visited 474 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

10 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share