If you save the Ocean You save the Planet

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

La conquista delle profondità – parte IV – di Fabio Vitale

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA
PERIODO: XX SECOLO
AREA: NA
parole chiave: ARA, ARU, miscele

Fusco, Bucher e la pesca del corallo

bucher-corallo

Bucher e il corallo

In campo civile, sempre in  Italia, uno dei primi utilizzatori dei rebreather fu Leonardo Fu­sco, entrato nella leggenda dei pescatori di corallo. Quando Leonardo Fusco incontrò per la prima volta nel 1970 un rebreather a miscele aveva già alle spalle una lunga carriera da profondista ad aria, un profondista per mestiere e non per sport, visto che fin dal 1953 aveva deciso di dedicarsi alla raccolta del corallo rosso. In quei primi anni la profondità alla quale si raccoglieva il corallo non superava i quaranta metri, quota determinata dall’uso di attrezzature subacquee rudimentali o comunque ancora poco evolute. Eravamo agli inizi nella costruzione degli autorespiratori ad aria (ARA) e con l’aumentare della profondità questi non riuscivano a garantire un idoneo flusso di aria al subacqueo. Con l’andare degli anni le profondità per la pesca al corallo  via via aumentarono  grazie al progredire delle attrezzature favorito anche dalle sperimentazioni di questi pionieri delle profondità. Arriviamo alla fine degli anni cinquanta, Leonardo Fusco, all’isola di Montecristo, raccoglieva corallo fino a ottantacinque metri di profondità, una quota impensabile per quegli anni. Poi la caccia all’oro rosso si spostò in Sardegna e qui le profondità rimasero costantemente elevate, tra gli ottanta e i cento metri, sempre con l’uso di aria.

subconara

L’attrezzatura di da corallaro di Bucher era composta da due bombole da 14 litri (con erogatore monostadio) ed una terza da sette litri di riserva con erogatore bistadio.

La grande esperienza di questi profondisti, tra i quali non possiamo non ricordare Raimondo Bucher, riusciva in qualche modo a contenere i rischi di queste immersioni ai limiti del possibile. Ciononostante in quegli anni fu alto il numero di subacquei che persero la vita inseguendo l’oro rosso, vittime alcune volte dell’imponderabile e dei risicati margini di sicurezza ed altre volte della poca esperienza nell’immersione profonda. Un’esperienza che i grandi di quel periodo avevano acquisito per gradi in un decennio di attività. Ho voluto ricordare Bucher per primo e non per caso. Il Comandante Bucher fu un grande profondi­sta, con migliaia di immersioni a caccia di corallo, anche a quote oltre i cento metri, e aveva la convinzione che per lui, ufficiale pilota dell’Aeronautica Militare in pensione, questa attività dovesse essere confinata nei limiti dello sport e quindi con i mezzi “normali” che si avevano a disposizione. In altre parole  con erogatore, bombole e aria compressa, il resto era dato dall’esperienza e allenamento.

Leonardo Fusco, invece, aveva un concetto diverso, non da sportivo ma da “lavoratore degli abissi”. Il corallo era per lui la sua “impresa commerciale”, la cosa che gli permetteva di vivere e di guardare al futuro e in questo senso cercava sempre di sviluppare sistemi e tecnologie che gli permettessero di lavorare in maggiore sicurezza e con più efficienza.

5

Leonardo Fusco (con la muta) osserva i preparativi del suo rebreather FGG III da lui stesso modificato.

Fu uno dei primi a sistemare una camera di decompressione sulla propria barca ed a cercare di sviluppare delle tabelle di decompressione “ad hoc” per i corallari. Fu in questa attività di ricerca e perfezionamento che si imbatté nel 1970 in uno dei primi rebreather che utilizzava delle miscele elio-ossigeno. L’obiettivo era di avvicinarsi in modo più efficiente a profondità dagli 80 ai 120 metri dove i fondali sardi promettevano abbondanti raccolte di corallo rosso. Fusco sperimentò un primo rebreather di costruzione americana in camera iperbarica ma non ne rimase assolutamente convinto e abbandonò questa strada fino al 1972, anno nel quale fu introdotto alla DRAEGER dove si stava perfezionando da alcuni anni un rebreather elio-ossigeno a circuito semichiuso abilitato a quote fino a 200 metri di profondità, il famoso FGG III, nato come apparecchio per uso militare. Evidentemente  la possibilità di una sperimentazione commerciale abbatté le barriere del segreto industriale. Fu così che Leonardo Fusco, dopo alcune sperimentazioni in camera iperbarica ed un corso di abilitazione al suo uso, ne acquistò due modelli per cominciare l’avventura dell’heliox.

6

Leonardo Fusco poco prima di immergersi con il FGG III

Attento come sempre alla sicurezza e comprendendo che l’uso che ne avrebbe fatto era diverso da quello per cui era stato concepito, Fusco, da buon italiano genialoide e “fai da te”, apportò delle modifiche al rebreather. L’FGG III era protetto da una calandra idrodinamica gialla in vetroresina e su questa vennero installate due “rastrelliere” per ospitare due bombole da sette litri ciascuna. Una conteneva una miscela di heliox al 15% di ossigeno e l’altra aria, entrambe caricate a 250 atmosfere. In caso di malfunzionamento del rebreather, Fusco, respirando dalla bombola a heliox, avrebbe avuto il tempo di risalire fino a 40 metri di profondità dove avrebbe potuto poi utilizzare la bombola di aria e giungere così alla quota dove, dalla superficie, gli sarebbe stata fornita la manichetta per la decompressione. L’FGG III gli consentì immersioni a oltre cento metri di profondità con una permanenza sul fondo che poteva arrivare fino a trenta minuti, il tutto in completa padronanza dei sensi. In sintesi,  un bel progresso rispetto alle immersioni a 80-90 metri ad aria che permettevano pochi minuti sul fondo e con uno stato di ebbrezza latente.

C’è una frase di Leonardo Fusco, riferita al periodo dell’heliox, che voglio citare. E’ tratta dal suo bel libro corallo rosso e che ci svela uno dei volti della conquista delle profondità:
… per più di quindici anni mi sono immerso migliaia di volte su scogliere comprese su batimetrie che vanno dagli ottanta ai centocinquanta metri di profondità. per la prima volta avevo la sensazione che il mondo subacqueo sul quale in quel momento stavo vivendo fosse il mio pianeta natale, il mio elemento naturale. e potevo assaporarne, nel pieno delle mie facoltà sia mentali che visive e tattili, tutte le bellezze …”.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
print
(Visited 403 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 37 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

5 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

For English readers

 


Do you like what you read and see on our site? OCEAN4FUTURE is a free blog, totally  independent, followed by million of people every year. Although mostly written in Italian Language,  ALL posts may be read in English, and other 36 languages.


We consistently publish Ocean news and perspectives from around the World that you may don’t get anywhere else, and we want to be able to provide you an unfattered reading.

Support us sharing our post links with your friends and, please consider a one-time donation in any amount you choose using one of the donation link in the portal.

Thanks  and stay with us.

OCEAN4FUTURE

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share